Masi Agricola con NetApp

Masi Agricola con NetApp

Masi Agricola ha dato un contributo fondamentale per la diffusione dell’Amarone nel mondo, facendo conoscere il prodotto in quasi novanta paesi.  Masi e’ cresciuta attraverso i secoli fino a diventare un’azienda vinicola con 960 ettari di terreno nelle Tre Venezie e 70 ettari in Val d’Orcia. E la modernità e l’innovazione sono in effetti caratteristiche che pervadono l’azienda nel suo complesso, toccando anche il reparto IT.
Fin dal 2007 Masi si è incamminata sulla strada del consolidamento e della virtualizzazione implementando un’infrastruttura VMware con soluzioni Citrix per la distribuzione delle applicazioni. “Nel 2011 – racconta S.F., responsabile dei sistemi informativi – l’hardware era giunto a fine ciclo vita. In fase di rinnovamento, ci siamo posti l’obiettivo di innalzare i livelli di flessibilità operativa e garantirci un’affidabilità in linea con le nuove tecnologie”. La ricerca del nuovo si manifesta soprattutto sul lato storage, dove Masi aveva l’ulteriore esigenza di sostituire un sistema di backup esclusivamente su nastro con nuovi metodi più sicuri e veloci. “Un obiettivo altrettanto fondamentale: per noi dell’IT il backup era una criticità, essendo i suoi tempi ormai troppo lunghi.” Masi avvia così una fase di ricerca sul mercato e presto si delinea uno scenario con tre offerte alternative legate ai vendor leader nel settore dello storage.
La proposta Personal Data – dichiara F. – si è distinta per lo storage NetApp, che – a differenza di altre soluzioni – presentava varie tecnologie integrate nel sistema operativo, il che portava ad avere un’unica infrastruttura unificata e aperta al futuro, pur nel segno della continuità” Masi ha così acquisito uno storage NetApp FAS3240 con doppia testa active-active e struttura disco mista: oltre ai tradizionali SAS e SATA, sono stati inseriti anche due dischi a stato solido. Lo spazio storage è salito dai 3 ai 12 terabyte.
“Abbiamo avuto la stessa sensazione del 2007, quando abbiamo implementato la virtualizzazione dei server.
Abbiamo perciò un primo livello di backup NetApp su NetApp, a cui abbiamo affiancato un secondo livello di backup da NetApp al vecchio storage, infine è rimasto il terzo livello di backup su nastro. In questo ambito siamo migliorati molto: ora possiamo effettuare attività di backup più volte al giorno e siamo in grado di fare il restore di file in pochi minuti, avendo a disposizione un periodo di retention maggiore e senza dover ricorrere al supporto magnetico. E con 12 terabyte di spazio utile, avendo attivato anche la deduplica dei dati, possiamo aspettarci che l’infrastruttura non debba essere aggiornata per i prossimi tre anni.”
In futuro valuteremo la possibilità di implementare l’alta affidabilità con uno storage meno performante in una sede remota, ma per ora l’infrastruttura soddisfa le nostre esigenze ed abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo posti all’inizio del progetto.

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